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Art. 3

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

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Rom e Sinti. Verso la strategia nazionale 6, Dicembre 2011 D. Casadio

Rom e Sinti. Verso la strategia nazionale Tutte! le registrazioni

martedì 21 febbraio 2012

Vietato entrare ai zingari

Cartello choc in un negozio
«Troppi furti, vietato agli zingari»
IL CASO. Cartello choc sulla porta del negozio in contrà XX settembre. La commessa: «Vengonono nel bazar con i bimbi e rubano la merce. C'è crisi e stiamo per chiudere: non sono razzista ma non posso continuare così»
21/02/2012



Vicenza. «Vietato entrare ai zingari». Scritto così, con l'errore grammaticale. Un cartello arancione, scritta nera. Messaggio choc. Anche se nella sua interezza recita così: «Siamo spiacenti ma per maleducazione e non rispetto delle regole, vietato entrare ai zingari!» Postilla: «Non per razzismo». Lo choc è quello di chi come noi, ieri mattina, si è imbattuto nel cartello affisso sulla porta dell'Euro Point, un piccolo bazar al civico 8 di contrà XX Settembre. Ci sono clienti che entrano senza batter ciglio, mentre alcuni passanti si fermano a guardare e poi se ne vanno, chi mormorando, chi scuotendo il capo. «L'ho messo io quel cartello, qualche giorno fa», dice candidamente la giovane commessa intenta a servire una cliente. «Il titolare? No, lui passa di qua raramente, anzi, mi ha consigliato di toglierlo, perché dice che così rischio solo guai...». Si chiama Fatima, la commessa, e indossa un berretto nero in lana, un berretto alla moda che le copre tutta la chioma. Parla veloce e con stupefacente sponsaneità chiede: «Che dice, lo lascio?». Guarda il cartello, poi fissa negli occhi chi le sta per fare almeno una domanda: quella domanda. Ma allora gioca d'anticipo e parte in quarta. La sua storia inizia così: «So cosa sta pensando, ma non ce la faccio più». Gesticolando, mostra il negozio, le collanine sullo scaffale e il bagnoschiuma su quello opposto. «Vede? Gli zingari passano sempre di qua, entrano in negozio in otto o dieci o anche di più; sono sempre gli stessi e hanno sempre dei bambini con loro, che vanno in giro per il bazar. Io non riesco a controllarli e poi, ogni volta, è sempre la stessa storia: rubano». Sempre così? Cosa vuol dire «sempre»? «Vengono spesso, non dico tutti i giorni, ma spesso; alcune volte gli adulti si sono fermati a pagare, ma anche in quei casi poi mi sono accorta che avevano rubato qualcosa. Ma era tardi per farsi ridare la merce. Mi è capitato anche di dover abbandonare il negozio, e io sono qui da sola, per inseguirli. Non posso andare avanti così». Indica la vetrina dove ha esposto due manifesti: “Svendita totale, 50% di sconto”. «A fine marzo chiuderemo l'attività, non ce la facciamo. Quando abbiamo iniziato, ad aprile, speravamo andasse diversamente, ma la crisi è forte. Adesso svendo tutto e già così per certi prodotti incasso meno di quanto ho speso per comprarli, ma non posso anche accettare che me li rubino...». E poi, forse per analogia, aggiunge: «Vado e vengo con il bus e sul bus a loro è permesso di viaggiare senza biglietto o di non obliterarlo: ho visto coi miei occhi che gli autisti non li controllano nemmeno». Resta la domanda dell'inizio, comunque inevasa: un cartello che vieta l'ingresso agli zingari è una discriminazione razzista che ricorda un'epoca buia, forse la più buia dell'Italia unita. «So che questo è un luogo aperto al pubblico e so cosa può pensare la gente - risponde Fatima - Ma no, non sono razzista, l'ho anche scritto». Ma crede che basti averlo scritto? «Senta, sono marocchina, vivo qui da 12 anni e so che esistono le regole e io le rispetto. Non sono razzista ma le regole devono valere per tutti. Sennò non dite a me che tratto qualcuno in maniera diversa. Sa una cosa? I miei colleghi non mettono cartelli, ma mi dicono che non li fanno entrare. Cosa cambia?». Fatima Mechal, 20 anni, commessa di origini marocchine: da oggi i vicentini parleranno di lei. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Marco Scorzato

sabato 4 febbraio 2012

Sinti di Bosto Arsizio www.prealpina.it

Sinti Italiani -Enel, la battaglia continua
Auto contro la cabina, rinviato il distacco del contatore


Busto Arsizio - La scorsa settimana schierarono i bambini, con i cartelli che invitavano a non farli restare senza corrente. Perché lì, in mezzo ai campi, l’energia serve ad alimentare le stufe e, con meno 6 sotto zero, si gela veramente. Lunedì 23 hanno fatto di più. Hanno parcheggiato una macchina proprio davanti all’ingresso della cabina elettrica. Il tecnico Enel giunto a staccare la luce non ha potuto accedere alla struttura. Un'altra battaglia in favore dei nomadi sinti, una trentina, che vivono a Borsano, in via per Dairago, e che chiedono due mesi di tempo per mettersi in regola.
Altro servizio sulla Prealpina in edicola mercoledì 24 gennaio

Auschwitz Giornata della Memoria vittime dell’Olocausto le popolazioni rom e sinti

Napolitano: «La scuola antidoto al negazionismo»

Roma - «Sono lieto ancora una volta di accogliere i rappresentanti delle vittime dell’Olocausto e delle Comunità ebraiche e insieme con loro i rappresentanti dei deportati italiani nei campi nazisti, alcuni dei quali abbiamo poco fa salutato e onorato», inizia così l’intervento del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel corso della cerimonia per il `Giorno della Memoria´ al Quirinale, davanti ad una platea di studenti e di rappresentanti delle istituzioni.


«La Giornata della Memoria che abbiamo celebrato oggi è tra le più intense di questi ultimi anni - spiega il Capo dello Stato - Per la forza politica e morale dei contributi del ministro Profumo e del presidente Gattegna. Per le genuine, appassionate testimonianze degli studenti. Per il quadro ricco come non mai, che qui si è riflesso, delle iniziative indette, in tutto il Paese; per il valore - in particolare - di realizzazioni come quella della mostra del Vittoriano sui ghetti nazisti in Polonia o come quella dell’elenco, reso accessibile online, degli oltre settemila cittadini ebrei vittime della persecuzione nazifascista in Italia durante la Repubblica sociale e l’occupazione tedesca. Insomma, il ricordo della Shoah come tragedia dell’Europa sta toccando livelli sempre più alti di consapevole partecipazione. Dobbiamo dire che a ciò ha certamente concorso l’istituzione per legge della Giornata della Memoria, per l’impulso che ha suscitato e propagato, in Italia, nelle Istituzioni, nella scuola, nella informazione, nella coscienza pubblica e in special modo tra le giovani generazioni».

«È stato bello ascoltare il racconto che il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ci ha presentato del viaggio computo ad Auschwitz con 180 studentesse e studenti. Nessuno, dopo questo viaggio - egli ci ha detto - è più lo stesso». Vissi anch’io la stesa commozione quando visitai Auschwitz vent’anni fa insieme con Giovanni Spadolini in rappresentanza del Parlamento Italiano. Ed importante è stato il coronamento dell’omaggio ad Auschwitz con la firma del Protocollo tra il ministero dell’Istruzione e l’Unione delle Comunità ebraiche italiane per fare della nostra scuola ancora più compiutamente `una scuola di memoria´. Questo impegno rappresenta il miglior antidoto a quei rigurgiti di negazionismo e antisemitismo, di intolleranza e di violenza che il ministro ha denunciato come fenomeni, per quanto marginali, da stroncare sul nascere».

«Ringrazio il presidente Gattegna per i riconoscimenti che mi ha rivolto - prosegue Napolitano - Quando ho giurato da presidente, `ho fatto sapendo che il mio dovere e il mio sentimento mi conducevano a riflessioni, prese di posizione e sollecitazioni motivate e inequivoche contro l’antisemitismo in ogni suo travestimento, contro il razzismo, contro ogni violazione del principio di pari dignità e di eguaglianza davanti alla legge. Lo dice l’articolo 2 della Costituzione italiana. Lo dice l’articolo 2 del Trattato sull’Unione europea. Rileggiamolo: `L’Unione si fonda sui valori del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza, dello stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranza. Questi valori sono comuni agli Stati membri in una società caratterizzata dal pluralismo, dalla non discriminazione, dalla tolleranza, dalla giustizia, dalla solidarietà e dalla parità tra donne e uomini’. Sì, l’Europa è questo. Non dimentichiamocene solo perché la nostra attenzione è oggi spasmodicamente concentrata sulla grave crisi finanziaria ed economica in atto da tre anni, sull’emergenza che ha investito l’Eurozona, sulle quotazioni, giorno per giorno, dei titoli del debito pubblico. Dobbiamo fare i conti con queste assillanti realtà, ma non perdiamo di vista il senso e i valori della costruzione europea».

«Le ragioni del nostro stare insieme - sottolinea il presidente della Repubblica - sono lì, in quel fondamento di pace e di civiltà su cui l’Europa ha trovato la sua unità ed è chiamata a far leva per il futuro. Il Cancelliere tedesco signora Merkel ha parlato ieri, in una importante intervista, del suo sentimento dell’Europa, `un continente con il quale si puo´ contribuire a plasmare il mondò, nel segno della dignità dell’uomo, delle libertà e dello sviluppo sostenibile. Ella ha parlato, in termini che condivido e apprezzo, della sua visione dell’Europa come `Unione politica´. E con una frase molto forte ha aggiunto: `L’Europa è la nostra fortuna ... Se non avessimo l’Europa, forse anche la nostra generazione si farebbe la guerra’. Sì, ed ecco perché occorre essere vigilanti e fermi contro ogni ricaduta nel nazionalismo, nella ricerca del nemico, nel rifiuto del diverso».

«L’amico Gattegna - prosegue - ha ricordato come l’unità europea sia nata dai percorsi di riesame critico, da parte della Germania e dell’Italia, delle scelte politiche e dei comportamenti tenuti negli anni Trenta e Quaranta. Il primo a rivolgersi ai tedeschi perché apprendessero l’estremo orrore del nazismo fu, con i suoi radiomessaggi dall’America, un grande tedesco costretto all’esilio. Il 14 gennaio del 1945, mentre Hitler teneva ancora nella distruzione e nella menzogna una Germania sull’orlo della disfatta, Thomas Mann rivelò agli ascoltatori tedeschi che gli inviati della neutrale Svizzera, in missione umanitaria, avevano potuto vedere i campi di Auschwitz e Birkenau, dove nel giro di un anno tra il 43’ e il `44 erano stati uccisi 1.715.000 ebrei. E videro, quegli inviati svizzeri, disse Mann, ´quello che nessun uomo sensibile è disposto a credere, se non l’ha visto con i propri occhi’. Dopo che quello sterminio e la guerra furono finiti, il percorso autocritico fu intrapreso e portato avanti in Germania. E l’immagine più alta che ne fu trasmessa al mondo, è quella, rimasta in me impressa per sempre, di un grande uomo politico e di governo tedesco, Willy Brandt, che a Varsavia si piegò in ginocchio dinanzi al monumento alle vittime del Ghetto - lui che aveva combattuto contro il nazismo prendendo su di sé la croce del chiedere perdono a nome della Germania».

«Noi italiani - spiega ancora il Capo dello Stato - chiudemmo i conti con il nazifascismo e con il nostro passato più buio combattendo la guerra di Liberazione e dandoci la Costituzione repubblicana. Ma non abbiamo smesso di cercare e diffondere la verità, guidati anche dalla grande luce della testimonianza e del messaggio di Primo Levi. E su misfatti come quello delle leggi razziali del 1938 e delle loro conseguenza, abbiamo fatto conoscere la dura verità, negli ultimi anni come non mai». «Signore e Signori, cari ragazzi e ragazze - conclude - il significato più ampio di questa Giornata della Memoria lo ha nobilmente dichiarato qui il presidente dell’Unione delle Comunità ebraiche quando ci ha detto: `Ferme restando le specificità della Shoah, che fu il tentativo di realizzare il genocidio perfetto... questa deve essere la occasione di una riflessione condivisa che abbracci anche tutte le altre vittime di quella tragedia’: oltre che gli oppositori politici, `gli omosessuali, i disabili fisici e mentali, le popolazioni rom e sinti´. Di qui la lezione che ho sentito ieri risuonare nella parole di un alto magistrato - il Procuratore Generale della Corte di Cassazione - nella cerimonia per l’inaugurazione dell’Anno giudiziario. Parole severe per bollare qualsiasi alibi si possa accampare per `legittimare l’oblio´ - così egli si è espresso - di quelli che vengono definiti diritti sottili o diritti degli ultimi, quegli ultimi, quei deboli già evocati in triste sequenza da Gattegna. Per fortuna, è stata la conclusione del magistrato, si è affermata `la tutela sopranazionale dei diritti umani e delle libertà fondamentalì, la cultura del `diritto in grado di imporsi ai governi delle Nazioni´, e quindi la storica conquista della `creazione di una giurisprudenza comune dei diritti umani´. Coltivare queste conquiste, contro ogni regressione, è il modo più giusto e fecondo di rendere omaggio alla memoria delle vittime della Shoah, al sacrificio, alla resistenza, alla rinascita del popolo ebraico».

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martedì 31 gennaio 2012

Le popolazioni rom e sinti Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano

Il Giorno della memoria, il presidente della Repubblica Napolitano commosso celebra le vittime della Shoah



Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano saluta gli ex internati e deportati insigniti della medaglia d'oro

Momenti di commozione per il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel corso della cerimonia per il 'Giorno della memoria' al Quirinale. Il Capo dello Stato nel suo intervento davanti alla platea di studenti ricorda il viaggio fatto ad Auschwitz in rappresentanza del Parlamento italiano, vent'anni fa, insieme a Giovanni Spadolini: si interrompe per un secondo di silenzio che tradisce la sua commozione. Il Capo dello Stato prosegue. Ma la sua voce tradisce ancora una forte emozione quando ricorda "le vittime di quella tragedia: oltre agli oppositori politici, gli omosessuali, i disabili fisici e mentali, le popolazioni rom e sinti". Nel suo intervento Napolitano ha citato anche la Germania. “Il cancelliere tedesco signora Merkel con una frase molto forte ha detto che 'se non avessimo l'Europa, forse anche la nostra generazione si farebbe la guerra. Sì ed ecco perché occorre essere vigilanti e fermi contro ogni ricaduta nel nazionalismo, nella ricerca del nemico, nel rifiuto del diverso". Il capo dello Stato ha citato "l'articolo 2 del trattato sull'Unione Europea", sottolineando il valori del rispetto della dignità umana e dei diritti umani: "L'Europa è questo - spiega - non dimentichiamocene solo perché la nostra attenzione è oggi spasmodicamente concentrata sulla gravi crisi finanziaria ed economica che è in atto da tre anni, sulla emergenza che ha investito l'eurozona, sulle quotazioni, giorno per giorno, dei titoli del debito pubblico".

I giorni della vergogna e del dolore sono stati ricordati anche dal presidente del consiglio Mario Monti. “Oggi più che mai la storia e la sua memoria chiedono l'impegno ed il coraggio di tutti ad ogni livello" ha sottolineato il premier. "L'Italia e l'Europa stanno vivendo un periodo delicato: crisi economica, ma soprattutto rischio di crisi di valori. In questo contesto, più che mai, occorre vigilare perché rigurgiti di antisemitismo, xenofobia, intolleranza non intacchino i nostri valori fondanti, vanificando lo sforzo che insieme stiamo compiendo per consolidare la convivenza civile".

"Durante l'anno appena trascorso - si legge nel messaggio del presidente Monti - l'Italia ha rinnovato la memoria della sua nascita come Stato unitario e nel corso delle celebrazioni è stato dato un giusto e grato rilievo al contributo apportato dalla comunità ebraica e da tanti illustri italiani ad essa appartenenti". "Con il nuovo anno - prosegue il premier - ci apprestiamo a celebrare, ancora una volta, il Giorno della Memoria, triste e consolidata ricorrenza del 27 gennaio, che vede la comunità ebraica dolorosamente protagonista nel ricordo della disumana criminalità nazista che ha generato la tragedia della Shoah"."Così come il 150esimo anniversario dell'Unità d'Italia - dice ancora il messaggio - secondo le parole del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, è stato occasione di un compiuto esame di coscienza collettivo e momento per interrogarsi sul valore della convivenza e sulle istituzioni, non di meno la Memoria cui ci richiama il 27 gennaio dà l'occasione per ancor più ampie riflessioni, dischiudendo l'orizzonte europeo. Sull'argomento sono intervenuti anche Fini, Vendola, Cesa e il Vaticano."C'é qualcosa più brutto del filo spinato e del lager: è l'oblio, il dimenticare ciò che è stato. Bisogna fare tutto ciò che è possibile per impedire che tutto si riproduca e che tornino i veleni del passato" ha detto il leader di Sinistra Ecologia Libertà, Nichi Vendola, ricordando su twitter, il giorno della memoria. "La Shoah è stata una pagina dolorosa anche per noi italiani, che negli anni Trenta con le leggi razziali ci rendemmo complici, e questa sarà una macchia indelebile per il nostro Paese" ha spiegato a Potenza il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, durante una cerimonia per la "Giornata della Memoria". "E' giusto insegnare ai giovani - ha aggiunto - i livelli di infamia e di abominio a cui può giungere un essere umano. Oggi il dovere delle istituzioni é di fare in modo che non si perda la memoria"."67 anni fa, il 27 gennaio 1945, aveva fine l'infamia di Auschwitz. Il giorno della Memoria è stato istituito in questa data, legata al luogo simbolicamente più terribile della tragedia immane dell'Olocausto. Non possiamo e non dobbiamo dimenticare. Se vi sono stati uomini capaci di arrivare a tanta assurda atrocità, nessuno ci assicura che non potremo in futuro arrivarci ancora, e la Memoria dolorosa diventa monito per l'oggi e per ogni tempo" ha affermato padre Federico Lombardi nell'editoriale di Octava Dies, il settimanale del Centro televisivo vaticano.

Per la prima volta in un paese musulmano, il monumentale documentario "Shoah" del francese Claude Lanzmann è stato trasmesso dalla tv pubblica turca. Lo confermano siti turchi riferendo che una prima parte del lungo film sullo sterminio degli ebrei da parte dei nazisti durante la seconda guerra mondiale è andato in onda su uno dei 14 canali della rete Trt, quello dedicato ai documentari. La trasmissione, preannunciata da fonti ufficiose due giorni fa senza molto clamore in Turchia, è avvenuta dunque come previsto alla vigilia della Giornata della memoria del genocidio ebraico. Promotore dell'iniziativa è il "progetto Aladino", un'associazione che si adopera per la comprensione interculturale soprattutto fra ebrei e musulmani.27 gennaio 2012

lunedì 30 gennaio 2012

News ed Eventi Sinti e Rom

Monnanni: per i Rom e Sinti “una nuova strategia per l’integrazione per superare l’emergenza ma che non sia un libro dei sogni”.
Il direttore generale dell’Unar illustra gli obiettivi del Tavolo interministeriale permanente sulle comunità rom, sinti e caminanti.
30 gennaio 2012

“Una strategia per l’integrazione dei rom, sinti e caminanti che superi l’emergenza, ma che al contempo non sia un libro dei sogni”. Spiega così Massimiliano Monnanni, direttore generale dell’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali (Unar), l’obiettivo a cui sta lavorando il Tavolo interministeriale permanente sulle comunità rom, sinti e caminanti che si è riunito la scorsa settimana.
Il tavolo, che vede la partecipazione del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, il ministero dell’Interno e quello della Cooperazione internazionale e Integrazione, è infatti al lavoro insieme all’Unar allo sviluppo di una strategia da presentare alla Commissione europea entro fine febbraio. “Aderendo a quelle che sono le indicazioni dell’Europa – ha spiegato Monnanni nel sito dell’Unar – la nuova strategia ha l’intenzione di superare la concezione emergenziale”.
Uno studio attento, ha aggiunto Monnanni, iniziato già lo scorso anno con le audizioni di tutte le parti coinvolte, dalle comunità rom alle varie associazioni, ma che ora deve cristallizzarsi attorno ad un testo condiviso. “I primi di febbraio dovranno pervenire i contributi dei Ministeri con una ricognizione sulle risorse destinate e sullo stato dell’impiego delle stesse. Lo scopo della strategia è quella di pensare ad un utilizzo integrato delle risorse”. La nuova strategia, infatti, è “funzionale alla futura riprogrammazione dei fondi strutturali – ha aggiunto Monnanni. – È importante ricordare che l’Unione europea considererà anche l’attribuzione dei fondi sulla base delle strategie. Adottare una buona strategia può significare ottenere una dotazione finanziaria adeguata”.
Dopo la raccolta dei contributi dei vari Ministeri, ha aggiunto Monnanni, “ci sarà un nuovo passaggio col tavolo politico per arrivare ad una stesura ufficiale del piano, da sottoporre nuovamente alle associazioni e alle federazioni rappresentative delle comunità rom e sinti”. Nonostante il piano sia a lungo termine, nel testo saranno individuate anche delle priorità. “La prima scadenza per la verifica dell’attuazione è il 31 dicembre 2013, – ha specificato Monnanni, – anche se la strategia va fino al 2020. Per questo, nel testo andremo ad individuare obiettivi di lunga durata, ma anche una serie di misure prioritarie sulle quali si farà la prima verifica”.
(Red.)

Sinti Italiani Montecchio Maggiore Porrajmos

www.montecchiopiu.com


Montecchio Maggiore, Anpi e Comune ricordano lo sterminio di Rom e Sinti

Porrajmos. È una parola che vuol dire divoramento in lingua romanì. Ed è l'equivalente di quello che per la comunità ebraica vuol dire Shoah. La strage di rom e sinti perpetrata dal nazi-fascismosmo è stata spesso nascosta dalla storia. L'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia di Montecchio ha voluto invece ricordare questo sterminio con una mostra, intitolata appunto "Porrajmos", inaugurata ieri presso la Sala Civica di Corte delle Filande. Un'esposizione, realizzata con il sostegno dell'assessore alle manifestazioni Leonardo Peotta, attraverso cui si racconta, per mezzo di pannelli con foto e documenti dell'epoca, una storia che non deve rimanere nell'oblio.

L'inaugurazione della mostra, svoltasi in occasione della Giornata della Memoria e a cui è seguita la proiezione il film "La tregua" di Francesco Rosi presentato da Michele Santuliana, ha visto la partecipazione di circa un centinaio di persone fra cui alcuni rappresentanti delle locali comunità sinte. «Oggi inauguriamo la mostra - ha spiegato al pubblico il presidente dell'Anpi castellano Luciano Chilese - in cui si potrà ricostruire la genesi del perché in una grande civiltà come quella tedesca possa nascere l'idea che rom e sinti possano essere considerati una razza inferiore a quella ariana. Anche perché, geneticamente parlando, sinti e rom sono discendenti purissimi degli ariani».
A parlare al pubblico anche una giovane ragazza sinta, Perla, la quale ha letto la lettera che i rappresentanti della Federazione Rom e Sinti hanno letto proprio ieri alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: «Il 1° agosto del 1944 ad Auschwitz-Birkenau, il lager degli zingari, gli ultimi 4.000 rom e sinti sopravvissuti fino ad allora sono stati mandati nelle camere a gas - ha raccontato Perla -. Sono stati risparmiati solo gli abili al lavoro, trasferiti in altri campi, e 24 gemellini utilizzati per i suoi terribili esperimenti dal medico delle SS Josef Mengele. Nell'immediato dopoguerra lo sterminio di 500.000 tra rom e sinti è stato dimenticato. Oggi, però, io mi sento di rappresentare non solo il popolo sinto ma un'intera umanità colpita dal dolore. Shoah e porrajmos sono due parole diverse per esprimere lo stesso male».
Di ritorno dall'incontro con Napolitano, è intervenuto alla serata anche anche Davide Casadio, presidente dei Sinti Italiani: «Non bisogna mai dimenticare quello che è successo e anche per questo - ha anticipato Casadio - ho parlato con il ministro dell'Istruzione Profumo per avviare un progetto per far conoscere lo sterminio dei sinti e dei rom nelle scuole e nelle università. Ringrazio Montecchio - ha concluso - per la sua volontà di far conoscere verità che spesso sono tenute nascoste».
La mostra sarà visitabile fino al 12 febbraio tutti i venerdì, sabati e domeniche dalle 17 alle 20.
Il 3 febbraio alle 20.45, sempre alla Corte delle Filande, sarà poi proiettato il documentario "La strada di Levi" che ripercorre il viaggio di ritorno dal campo di concentramento di Auschwitz dell'autore di "Se questo è un uomo" e "La tregua" Primo Levi.

Davide Casadio Sinti Italiani
http://www.montecchiopiu.com/leggi/montecchio-maggiore-anpi-e-comune-ricordano-lo-sterminio-di-rom-e-sinti

sabato 28 gennaio 2012

venerdì 27 gennaio 2012

Porrajmos 2012 giorno della memoria 27 Gennaio Quirinale


Buon giorno a Tutti, Sono Ismaele studente di Bologna, il mio popolo il popolo Sinto e Rom, è stato umiliato, Perseguitato Sterminato durante il nazifascismo e dimenticato nell’immediato dopoguerra.
Oggi mi sento di Rappresentare non solo il popolo Sinto ma un’intera umanità colpita dal dolore.
Mi stringo attorno al dolore i perseguitati del regime nazifascista.
I nostri nonni ci hanno raccontato che nei lager i prigionieri non facevano distinzioni tra loro, erano i nazisti a dividerli.
Per me oggi non esistono differenze, ma solo esseri umani colpiti del male che l’uomo fa all’uomo.
Shoah e Porrajmos sono due parole diverso che indicano un unico male subito da persone innocenti.
Grazie per averci voluto qui oggi, crediamo nel valore della memoria per assumerci la responsabilità di difendere la giustizia e la libertà per assumerci la responsabilità verso chi ancora oggi continua a soffrire, di lottare affinché i diritti umani siano rispettati in tutto il mondo.
Tutti noi, NON dobbiamo dimenticare.

Della Santina Ismaele - Davide Casadio.

La federazione rom e sinti in sieme al Quirinale per il giorno della Memoria 2012

Davide Casadio Presidente Sinti Italiani e Vice Presidente Federazione Rom e Sinti insieme a Roma per il 27, Gennaio il giorno della memoria 2012, in occasione della invito e avendo compagnato il Studente Della Santina Ismaele, abbiamo incontroto il Presidente, e capo dello stato Giorgio Napolitano,



un momento dove Davide Casadio, srtinge la mano al Presidente Giorgio Napolitano.

Bianchi Jose, Invitato al Giorno della memoria 2012



Presidente Bianchi Jose, "Sinti Italiani" di Busto Arzisio. Giorno della Memoria

Roma Quirinale Gennaio 2012

Giorno della Memoria del shoa Chiesi Luigi



Presidente, Sinti Italiani di Bologna, Quirinale Roma 2012

Sinti e Rom al Qiorinale 2012


Al invito del capo dello Stato Giorgio Napolitano.

Bianchi Jose e Grandini Ernesto.

La federazione rom e sinti in sieme al Quirinale per il giorno della Memoria 2012



Dalla santina Ismaele Sinto dove à rappresentato



Nel Palazzo del Quirinale


Dott.Giovanna Bodda. Della Santina Ismaele.



Davanti al Quirinale, prima della Cerimonia della memoria

A cominciare dagli episodi di intolleranza verso stranieri, Rom, Sinti, disabili e deboli

Giornata memoria: Profumo, scuola luogo ideale per disinnescare minacce27 Gennaio 2012 - 11:42
(ASCA) - Roma, 27 gen - ''La comprensione della Shoah e la spinta morale che ne deriva ci impegnera', ciascuno nel posto che occupa nella sua comunita', a non sottovalutare e a contrastare attivamente ogni nuovo emergere di pratiche violente, dalle tragedie che dilagano in tante parti del mondo, alle piu' limitate ma non percio' insignificanti violenze nella nostra Italia. A cominciare dagli episodi di intolleranza verso stranieri, Rom, Sinti, disabili e deboli.




Per non parlare dell'omofobia strisciante e dei rigurgiti di antisemitismo. Non c'e' luogo piu' idoneo della scuola per disinnescare queste minacce''. Lo ha dichiarato il ministro dell'Istruzione, Francesco Profumo intervenuto al Quirinale alla cerimonia in occasione per la Giornata della Memoria.

Profumo si e' poi rivolto ai giovani: ''abbiamo bisogno di voi'' affinche' ''tutto cio' non accada mai piu''' ''Del vostro impegno quotidiano, a cominciare dalla scuola, - ha aggiunto Profumo - a realizzare e combattere per una comunita' viva e rispettosa, in cui mai possano ripresentarsi episodi di discriminazione nei confronti di chi viene additato come diverso da noi. La vostra capacita' di reazione comincia dall'attenzione a chi vi e' piu' vicino: il compagno di banco, l'amico''.

''E' questo l'impegno - ha proseguito Profumo - che prendo davanti a tutti voi: impegnarmi di piu' affinche' nelle nostre scuole e universita' si insegnino con rinnovato vigore anche i principi fondamentali della nostra Costituzione, che senza alcun possibile fraintendimento riconosce a tutti i cittadini uguali diritti e dignita'''.

lunedì 23 gennaio 2012

la giornata della memoria per rom e sinti al liceo quadri il 27 gennaio 2012 Eventi a Vicenza




la giornata della memoria per rom e sinti al liceo quadri il 27 gennaio 2012 Eventi a Vicenza
Nell’ambito delle commemorazioni per la Giornata della Memoria in ricordo delle vittime del nazionalsocialismo e del fascismo, dell’Olocausto, e in onore di coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati, si terrà uno spettacolo teatrale dal titolo “Vitamia, parla”, venerdì 27 gennaio dalle 17 alle 19 nell’aula magna del Liceo Scientifico Quadri di via Carducci 17. Lo spettacolo è per tutti i Rom, Sinti e Jenische, per tutte le ebree e gli ebrei, per gli uccisi di ieri e quelli di domani. L’evento è stato organizzato dall’assessorato alla famiglia e alla pace del Comune e dall’Ufficio scolastico territoriale di Vicenza in collaborazione con le scuole della Rete senza confini di Padova e la Caritas diocesana vicentina.

“L’iniziativa – dichiara l’assessore Giovanni Giuliari - si inserisce nel percorso che l’amministrazione comunale ha voluto iniziare per informare la cittadinanza in merito alle discriminazioni e sofferenze subite dalle popolazioni Rom e Sinte nel corso dei secoli. Un percorso che ha visto in questi anni il coinvolgimento prezioso delle associazioni di volontariato, le stesse comunità nomadi, l’Ufficio scolastico provinciale, gli istituti comprensivi, molte maestre, parrocchie e singole famiglie vicentine, le forze dell’ordine. Ora vogliamo coinvolgere gli istituti delle scuole superiori per sensibilizzarle alla lotta contro il razzismo e per rafforzare la coesione sociale che richiede anche la valorizzazione dei diritti e della cultura dei Rom e dei Sinti che vivono nel nostro territorio”. Lo spettacolo mira a promuovere la conoscenza di eventi storici che hanno segnato tragicamente anche la storia e la cultura dei popoli Rom e Sinti. L’obiettivo è di informare e sensibilizzare la cittadinanza e, in particolare, gli studenti delle scuole superiori sulla persecuzione subita dalle popolazioni Rom e Sinte durante il periodo nazifascista, quando, come gli ebrei, furono oggetto della “soluzione finale”, che vide nel periodo 1940-45 la morte nei lager di più di 500.000 cosiddetti “zingari”, spesso utilizzati come cavie in esperimenti scientifici.

L’evento, tuttavia, vuole oltrepassare il rituale commemorativo e si propone di favorire la conoscenza della storia e della cultura dei popoli Rom e Sinti come una risorsa per tutti, grazie anche alla partecipazione delle scuole ed al coinvolgimento attivo degli studenti. Il programma prevede uno spettacolo teatrale sulla vita di Mariella Mehr, scrittrice Jenische, interpretata dall’attrice rom Dijana Pavlovic, e un reading di poesie di Paula Bloom, poetessa sinta. La manifestazione, organizzata con il coinvolgimento di insegnanti e studenti delle scuole superiori, ma aperta a tutta la cittadinanza, è a ingresso libero e si colloca tra le attività che l’assessorato alla famiglia e alla pace organizza a favore dello sviluppo di una cultura della pace e dei diritti umani in sinergia con il territorio, le istituzioni e le associazioni che promuovono l’incontro e la solidarietà tra le culture. Dijana Pavlovic, laureata in arti drammatiche all’Università di Belgrado, vive e lavora a Milano, è attrice professionista e da tempo promuove la cultura e la letteratura rom e svolge anche il ruolo di mediatrice culturale nelle scuole.

A Vicenza racconterà ed interpreterà la vita della poetessa Mariella Mehr, nata nel 1947 in Svizzera, allontanata dalla madre, affidata a famiglie stanziali. Da bambina, subendo violenze di ogni tipo, viene spostata tra 16 orfanatrofi e tre riformatori, ricoverata in clinica psichiatrica e ospite per 18 mesi di una prigione femminile. Si “salva” grazie all’attività politica e giornalistica e più tardi a quella letteraria. Paula Bloom, nata in Alto Adige, dove vive tuttora, “Mendicante dei sogni”, come è il titolo di uno dei suoi libri, continua a mendicare il grande sogno di dare voce all'immenso patrimonio di umanità e di cultura del popolo nomade, ai suoi valori umani, spirituali, artistici. Dare voce a chi voce non l'ha mai avuta ed ora rischia di perderla del tutto di fronte all'imbarbarimento dei tempi, ad una società sempre più incapace di accoglienza, da una parte, ed una necessaria integrazione, dall'altra, che spesso si traduce in adeguamento passivo. Più volte premiata al concorso artistico internazionale “Amico rom” di Lanciano (Chieti), nell'ambito del quale ha conseguito nel 2011, prima tra i Sinti, il primo premio alla carriera.




la giornata della memoria per rom e sinti al liceo quadri il 27 gennaio 2012 Eventi a Vicenza
„Ora vogliamo coinvolgere gli istituti delle scuole superiori per sensibilizzarle alla lotta contro il razzismo e per rafforzare la coesione sociale che richiede anche la valorizzazione dei diritti e della cultura dei Rom e dei Sinti che vivono nel nostro territorio”. Lo spettacolo mira a promuovere la conoscenza di eventi storici che hanno segnato tragicamente anche la storia e la cultura dei popoli Rom e Sinti.“

Porrajmos: l'olocausto dimenticato degli zingari

Porrajmos I Sinti e Rom cosa ne pensi tu uomo!

Sinti Italiani a Milano 17-02-2009

Sinti Italiani di Vicenza e provincia

ROCCO GITANO

video sinti italiani a milano

chiarli cheplin

chiarli cheplin

(Charlie Chaplin, Il grande dittatore)


«Mi dispiace, ma io non voglio fare l’imperatore. Non voglio né governare né comandare nessuno. Vorrei aiutare tutti: ebrei, ariani, uomini neri e bianchi. Tutti noi esseri umani dovremmo unirci, aiutarci sempre, dovremmo godere della felicità del prossimo. Non odiarci e disprezzarci l’un l’altro. In questo mondo c’è posto per tutti. La natura è ricca e sufficiente per tutti noi. La vita può essere felice e magnifica, ma noi l’abbiamo dimenticato. L’avidità ha avvelenato i nostri cuori, fatto precipitare il mondo nell’odio, condotti a passo d’oca verso le cose più abiette. Abbiamo i mezzi per spaziare, ma ci siamo chiusi in noi stessi. La macchina dell’abbondanza ci ha dato povertà, la scienza ci ha trasformati in cinici, l’abilità ci ha resi duri e cattivi. Pensiamo troppo e sentiamo poco. Più che macchine ci serve umanità, più che abilità ci serve bontà e gentilezza. Senza queste qualità la vita è vuota e violenta e tutto è perduto. L’aviazione e la radio hanno avvicinato la gente, la natura stessa di queste invenzioni reclama la bontà dell’uomo, reclama la fratellanza universale. L’unione dell’umanità. Persino ora la mia voce raggiunge milioni di persone. Milioni di uomini, donne, bambini disperati, vittime di un sistema che impone agli uomini di segregare, umiliare e torturare gente innocente. A coloro che ci odiano io dico: non disperate! Perché l’avidità che ci comanda è soltanto un male passeggero, come la pochezza di uomini che temono le meraviglie del progresso umano. L’odio degli uomini scompare insieme ai dittatori. Il potere che hanno tolto al popolo, al popolo tornerà. E qualsiasi mezzo usino, la libertà non può essere soppressa. Soldati! Non cedete a dei bruti, uomini che vi comandano e che vi disprezzano, che vi limitano, uomini che vi dicono cosa dire, cosa fare, cosa pensare e come vivere! Che vi irregimentano, vi condizionano, vi trattano come bestie! Voi vi consegnate a questa gente senza un’anima! Uomini macchine con macchine al posto del cervello e del cuore. Ma voi non siete macchine! Voi non siete bestie! Siete uomini! Voi portate l’amore dell’umanità nel cuore. Voi non odiate. Coloro che odiano sono solo quelli che non hanno l’amore altrui. Soldati, non difendete la schiavitù, ma la libertà! Ricordate che nel Vangelo di Luca è scritto: «Il Regno di Dio è nel cuore dell’Uomo». Non di un solo uomo, ma nel cuore di tutti gli uomini. Voi, il popolo, avete la forza di creare le macchine, il progresso e la felicità. Voi, il popolo, avete la forza di fare si che la vita sia bella e libera. Voi che potete fare di questa vita una splendida avventura. Soldati, in nome della democrazia, uniamo queste forze. Uniamoci tutti! Combattiamo tutti per un mondo nuovo, che dia a tutti un lavoro, ai giovani la speranza, ai vecchi la serenità ed alle donne la sicurezza. Promettendovi queste cose degli uomini sono andati al potere. Mentivano! Non hanno mantenuto quelle promesse e mai lo faranno. E non ne daranno conto a nessuno. Forse i dittatori sono liberi perché rendono schiavo il popolo. Combattiamo per mantenere quelle promesse. Per abbattere i confini e le barriere. Combattiamo per eliminare l’avidità e l’odio. Un mondo ragionevole in cui la scienza ed il progresso diano a tutti gli uomini il benessere. Soldati! Nel nome della democrazia siate tutti uniti!»

Associazione di Promozione Sociale

Associazione senza scopo di Lucro, che opera per il riconoscimento della cultura e tradizione del popolo SINTO E ROM iniziative interculturali volte a favorire l'integrazione, Partecipazione promuovere e diffondere la cultura, sociale del lavoro, in difesa dei diritti umani e ivili. Per sostegno del diritto all’istruzioni e alla formazione valorizzazione del popolo "SINTO E ROM".