(ASCA) - Roma, 6 dic - Una strategia nazionale per i rom e i sinti ''seria ed efficace'' ''non puo' riuscire se la politica e' orientata solo sulla sicurezza, e neppure solo sull'assistenza umanitaria, anche se necessaria. Bisogna invece partire dalla carta dei diritti umani, con tutti gli obblighi ed i diritti che questo comporta''. Lo ha detto il rappresentante speciale del segretario generale del Consiglio d'Europa, Jeroem Schokkenbroek, specializzato nella questione rom e sinti intervenendo al convegno sul tema in corso al Senato.
Schokkenbroek ha illustrato gli strumenti messi in campo dal Consiglio d'Europa a disposizione dei Paesi membri e dell'Italia per costruire le strategie rom, sottolineando come il Consiglio sia ''pronto ad aiutare anche nella fase realizzativa dei programmi''.
Tra gli strumenti a disposizione il rappresentate speciale ha tenuto a sottolineare l'importanza di partire, nella stesura di una strategia, dalla dichiarazione di Strasburgo sui rom, cui ispirarsi per le linee guida.
''E' poi molto importante creare un clima di fiducia nella popolazione e di conoscenza dei non rom sulla cultura rom - ha proseguito Schokkenbroek - ricordando la campagna 'Dosta' introdotta in 12 Paesi tra cui l'Italia per creare condizioni di buona convivenza. E' poi necessario rinforzare l'attivita' pubblica a livello locale, regionale, e favorire il collegamento tra le diverse realta' in una rete nazionale. Lo scambio poi delle esperienza internazionali e' favorito dalla Banca dati che il Consiglio Ue mette a disposizione, strumento essenziale per lo scambio di informazioni tra i Paesi. Importantissimo infine tener conto della legislazione europea e internazionale esistente''.
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