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Rom e Sinti. Verso la strategia nazionale 6, Dicembre 2011 D. Casadio

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mercoledì 7 dicembre 2011

SCHOKKENBROEK, STRATEGIA SERIA

ROM:SINTI SCHOKKENBROEK, STRATEGIA SERIA NON PUO' GUARDARE SOLO A SICUREZZA



(ASCA) - Roma, 6 dic - Una strategia nazionale per i rom e i sinti ''seria ed efficace'' ''non puo' riuscire se la politica e' orientata solo sulla sicurezza, e neppure solo sull'assistenza umanitaria, anche se necessaria. Bisogna invece partire dalla carta dei diritti umani, con tutti gli obblighi ed i diritti che questo comporta''. Lo ha detto il rappresentante speciale del segretario generale del Consiglio d'Europa, Jeroem Schokkenbroek, specializzato nella questione rom e sinti intervenendo al convegno sul tema in corso al Senato.

Schokkenbroek ha illustrato gli strumenti messi in campo dal Consiglio d'Europa a disposizione dei Paesi membri e dell'Italia per costruire le strategie rom, sottolineando come il Consiglio sia ''pronto ad aiutare anche nella fase realizzativa dei programmi''.

Tra gli strumenti a disposizione il rappresentate speciale ha tenuto a sottolineare l'importanza di partire, nella stesura di una strategia, dalla dichiarazione di Strasburgo sui rom, cui ispirarsi per le linee guida.

''E' poi molto importante creare un clima di fiducia nella popolazione e di conoscenza dei non rom sulla cultura rom - ha proseguito Schokkenbroek - ricordando la campagna 'Dosta' introdotta in 12 Paesi tra cui l'Italia per creare condizioni di buona convivenza. E' poi necessario rinforzare l'attivita' pubblica a livello locale, regionale, e favorire il collegamento tra le diverse realta' in una rete nazionale. Lo scambio poi delle esperienza internazionali e' favorito dalla Banca dati che il Consiglio Ue mette a disposizione, strumento essenziale per lo scambio di informazioni tra i Paesi. Importantissimo infine tener conto della legislazione europea e internazionale esistente''.

http://www.asca.it/news-ROM__SCHOKKENBROEK__STRATEGIA_SERIA_NON_PUO__GUARDARE_SOLO_A_SICUREZZA-1073280-ORA-.html

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(Charlie Chaplin, Il grande dittatore)


«Mi dispiace, ma io non voglio fare l’imperatore. Non voglio né governare né comandare nessuno. Vorrei aiutare tutti: ebrei, ariani, uomini neri e bianchi. Tutti noi esseri umani dovremmo unirci, aiutarci sempre, dovremmo godere della felicità del prossimo. Non odiarci e disprezzarci l’un l’altro. In questo mondo c’è posto per tutti. La natura è ricca e sufficiente per tutti noi. La vita può essere felice e magnifica, ma noi l’abbiamo dimenticato. L’avidità ha avvelenato i nostri cuori, fatto precipitare il mondo nell’odio, condotti a passo d’oca verso le cose più abiette. Abbiamo i mezzi per spaziare, ma ci siamo chiusi in noi stessi. La macchina dell’abbondanza ci ha dato povertà, la scienza ci ha trasformati in cinici, l’abilità ci ha resi duri e cattivi. Pensiamo troppo e sentiamo poco. Più che macchine ci serve umanità, più che abilità ci serve bontà e gentilezza. Senza queste qualità la vita è vuota e violenta e tutto è perduto. L’aviazione e la radio hanno avvicinato la gente, la natura stessa di queste invenzioni reclama la bontà dell’uomo, reclama la fratellanza universale. L’unione dell’umanità. Persino ora la mia voce raggiunge milioni di persone. Milioni di uomini, donne, bambini disperati, vittime di un sistema che impone agli uomini di segregare, umiliare e torturare gente innocente. A coloro che ci odiano io dico: non disperate! Perché l’avidità che ci comanda è soltanto un male passeggero, come la pochezza di uomini che temono le meraviglie del progresso umano. L’odio degli uomini scompare insieme ai dittatori. Il potere che hanno tolto al popolo, al popolo tornerà. E qualsiasi mezzo usino, la libertà non può essere soppressa. Soldati! Non cedete a dei bruti, uomini che vi comandano e che vi disprezzano, che vi limitano, uomini che vi dicono cosa dire, cosa fare, cosa pensare e come vivere! Che vi irregimentano, vi condizionano, vi trattano come bestie! Voi vi consegnate a questa gente senza un’anima! Uomini macchine con macchine al posto del cervello e del cuore. Ma voi non siete macchine! Voi non siete bestie! Siete uomini! Voi portate l’amore dell’umanità nel cuore. Voi non odiate. Coloro che odiano sono solo quelli che non hanno l’amore altrui. Soldati, non difendete la schiavitù, ma la libertà! Ricordate che nel Vangelo di Luca è scritto: «Il Regno di Dio è nel cuore dell’Uomo». Non di un solo uomo, ma nel cuore di tutti gli uomini. Voi, il popolo, avete la forza di creare le macchine, il progresso e la felicità. Voi, il popolo, avete la forza di fare si che la vita sia bella e libera. Voi che potete fare di questa vita una splendida avventura. Soldati, in nome della democrazia, uniamo queste forze. Uniamoci tutti! Combattiamo tutti per un mondo nuovo, che dia a tutti un lavoro, ai giovani la speranza, ai vecchi la serenità ed alle donne la sicurezza. Promettendovi queste cose degli uomini sono andati al potere. Mentivano! Non hanno mantenuto quelle promesse e mai lo faranno. E non ne daranno conto a nessuno. Forse i dittatori sono liberi perché rendono schiavo il popolo. Combattiamo per mantenere quelle promesse. Per abbattere i confini e le barriere. Combattiamo per eliminare l’avidità e l’odio. Un mondo ragionevole in cui la scienza ed il progresso diano a tutti gli uomini il benessere. Soldati! Nel nome della democrazia siate tutti uniti!»

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Associazione senza scopo di Lucro, che opera per il riconoscimento della cultura e tradizione del popolo SINTO E ROM iniziative interculturali volte a favorire l'integrazione, Partecipazione promuovere e diffondere la cultura, sociale del lavoro, in difesa dei diritti umani e ivili. Per sostegno del diritto all’istruzioni e alla formazione valorizzazione del popolo "SINTO E ROM".