Il titolare questo paese non può continuare la situazione dei rom e dei sinti come è stata finora. Non si tratta di risparmiare, ma di disattenzione e di negligenza”
pubblicato il 6 dicembre 2011 , 84 letture
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Emma Bonino e Pietro Maercenaro
ROMA – “Come ministro dovrei dire che la situazione dei rom in Italia non è delle più brillanti, ma come cittadino mi sono vergognato della situazione dei rom nel nostro paese perché conosco e ho visitato non pochi campi rom. Dobbiamo agire per il superamento dei campi perché i rom possano inserirsi tra gli italiani come italiani”. Lo ha dichiarato il ministro Andrea Riccardi, titolare della Cooperazione e dell’integrazione nel suo intervento al Senato durante il workshop “Rom e Sinti, verso una strategia nazionale”, organizzato dalla Commissione Diritti umani di palazzo Madama e dall’Open society foundation.
Riccardi ha sottolineato la vergogna dei campi rom italiani: “Le cifre della minoranza rom sono di 140 mila-160 mila, una minoranza ristretta su cui è possibile agire. Esistono fondi europei che abbiamo utilizzato in scarsa parte, ma soprattutto dobbiamo elaborare una strategia nazionale per rom e sinti”. Riccardi ha indicato gli obiettivi di questa nuova strategia. “L’istruzione di questo popolo giovane, l’abbandono scolastico è una delle piaghe che i bambini rom e sinti soffrono – ha affermato – d’altra parte, come restare fedeli alla frequenza scolastica quando si è spostati di campo in campo? L’incremento delle borse di studio è un obiettivo, assieme all’occupazione e all’accesso all’assistenza sanitaria. La casa è un discorso decisivo”.
“Non ho particolari competenze – ha proseguito - per rom e sinti e anche per gli altri campi, la mia vita è quella di fondare le cose, credo molto nel mio ministero ma deve essere fondato e credo nel tema dell’integrazione. Rom e sinti siano al primo posto perché sono nella storia millenaria europea. Mi presento qui senza portafoglio e senza competenza, ma come antico amico dei rom e dei sinti”. “In questo paese non può continuare la situazione dei rom e dei sinti come è stata finora. Non si tratta di risparmiare, ma di disattenzione e di negligenza – ha continuato il ministro - . Sono qui come antico amico dei rom ma anche come storico e sono consapevole di quanto la malattia dell’antigitanismo abbia accompagnato la storia europea nei secoli. Troppo poco si parla di questa realtà storica, l’antigitanismo”. Parlando davanti a una platea composta di senatori, esponenti di ong e rappresentanti di federazioni rom, Riccardi ha detto: “La nostra storiografia non ha fatto i conti con il porraimos, l’olocausto zingaro, il problema rom è stato considerato solo nel presente, non si vede che il rom ha una storia lunghissima di dolore e olocausto e deve avere un futuro”.
Infine il ministro ha espresso preoccupazione per la situazione di crisi che vive l’Italia in questo momento: “Sono convinto che ce la faremo a restare un grande paese europeo politicamente ed economicamente. Ma non vorrei che le tensioni della nostra società si scaricassero sui rom, sui più emarginati degli emarginati”. (Redattore Sociale)
http://beta.partitodemocratico.it/doc/227558/rom-il-ministro-riccardi-scuola-lavoro-e-casa-sono-gli-obiettivi.htm
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