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mercoledì 7 dicembre 2011

Riccardi: L'Italia ce la farà a superare la crisi, ma senza dimenticare i Rom e Sinti

Riccardi: L'Italia ce la farà a superare la crisi, ma senza dimenticare i Rom e Sinti, martedì 06 dicembre 2011.


"L'Italia sta vivendo un momento difficile, ma sono convinto che ce la faremo. L'Italia ce la farà a restare un grande paese nonostante la grave crisi, ma non vorrei che in questa situazione di transizione e difficoltà ci dimenticassimo dei Rom, indicatore sociale dell'emarginazione. Non vorrei che le difficoltà della società si scaricassero sui Rom, sui più emarginati degli emarginati. Abbiamo perciò bisogno di una strategia sui Rom e sui Sinti", lo ha affermato questa mattina il Ministro per la Cooperazione Internazionale e l'Integrazione Andrea Riccardi, al workshop "Rom e e Sinti, verso il piano nazionale" organizzato dalla Commissione Diritti Umani del Senato in collaborazione con Fieri e l'Open Society Foundations.
Il workshop è stato introdotto dal Presidente della Commissione Diritti Umani del Senato Pietro Marcenaro che ha ribadito l'importanza di una strategia nazionale da presentare all'Unione Europea ed ha sottolineato inoltre l'importanza del nuovo ministero guidato da Riccardi: "Considero questo un Ministero importante che oltre ai temi dei debiti verso la finanza ricorda che ci sono debiti anche verso i poveri e questa è una cosa che da prestigio al paese".


"Sono qui come antico amico dei Rom, ma sono qua anche come storico - ha spiegato il Ministro Riccardi - Tra gli storici si parla pochissimo di questo tema. In particolare la nostra storia non ha fatto i conti con l'olocausto zingaro che è una grande macchia dell'Europa contemporanea. Bisogna invece farne memoria e dire mai più! Dobbiamo riconoscere ai Rom europei di essere i discendenti della prima generazione dell'olocausto. Quante responsabilità e complicità in tutta Europa sul dramma dell'olocausto rom, la dimenticanza è inaccettabile. I Rom in Europa sono 10-12 milioni, ma è l'unico popolo europeo che non si è trovato nazionalizzato e per questo ha sofferto razzismo esclusione".


Riccardi ha poi trattato della situazione italiana: "Come ministro posso dire che l'Italia non è tra i paesi più brillanti nell'affrontare la questione Rom, ma come cittadino a volte mi sono veramente vergognato della loro condizione nel nostro paese. Conosco e ho visitato non pochi campi rom. Dobbiamo agire per superare i campi affinché i Rom possano inserirsi tra gli italiani come italiani. Il rapporto della Commissione Diritti Umani sulla condizione dei Rom, Sinti e Caminanti in Italia è questo un grande esempio di come si può fare politica in modo non gridato e mostra come questo paese ha bisogno di entare in una cultura politica diversa in cui prevalgano il senso delle cose e il senso della realtà. Questo testo resta un documento importante di una stagione di nuova responsabilità politica. Auspico che ci si ponga obiettivi e che si elaborari una strategia sulla questione".


L'incontro a ha visto tra gli altri la partecipazione di Jeroen Schokkenbroek (Special Representative of the Secretary General for Roma Issues of the Council of Europe) e della vice Presidente del Senato Emma Bonino che ha ricordato quanto la diversità sia un dato positivo "una società aperta vive in libertà e diversità, assimilazione e omogeneità sono forieri di venti drammatici che vorrei non ricordare".
http://www.pietromarcenaro.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1221&Itemid=247

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(Charlie Chaplin, Il grande dittatore)


«Mi dispiace, ma io non voglio fare l’imperatore. Non voglio né governare né comandare nessuno. Vorrei aiutare tutti: ebrei, ariani, uomini neri e bianchi. Tutti noi esseri umani dovremmo unirci, aiutarci sempre, dovremmo godere della felicità del prossimo. Non odiarci e disprezzarci l’un l’altro. In questo mondo c’è posto per tutti. La natura è ricca e sufficiente per tutti noi. La vita può essere felice e magnifica, ma noi l’abbiamo dimenticato. L’avidità ha avvelenato i nostri cuori, fatto precipitare il mondo nell’odio, condotti a passo d’oca verso le cose più abiette. Abbiamo i mezzi per spaziare, ma ci siamo chiusi in noi stessi. La macchina dell’abbondanza ci ha dato povertà, la scienza ci ha trasformati in cinici, l’abilità ci ha resi duri e cattivi. Pensiamo troppo e sentiamo poco. Più che macchine ci serve umanità, più che abilità ci serve bontà e gentilezza. Senza queste qualità la vita è vuota e violenta e tutto è perduto. L’aviazione e la radio hanno avvicinato la gente, la natura stessa di queste invenzioni reclama la bontà dell’uomo, reclama la fratellanza universale. L’unione dell’umanità. Persino ora la mia voce raggiunge milioni di persone. Milioni di uomini, donne, bambini disperati, vittime di un sistema che impone agli uomini di segregare, umiliare e torturare gente innocente. A coloro che ci odiano io dico: non disperate! Perché l’avidità che ci comanda è soltanto un male passeggero, come la pochezza di uomini che temono le meraviglie del progresso umano. L’odio degli uomini scompare insieme ai dittatori. Il potere che hanno tolto al popolo, al popolo tornerà. E qualsiasi mezzo usino, la libertà non può essere soppressa. Soldati! Non cedete a dei bruti, uomini che vi comandano e che vi disprezzano, che vi limitano, uomini che vi dicono cosa dire, cosa fare, cosa pensare e come vivere! Che vi irregimentano, vi condizionano, vi trattano come bestie! Voi vi consegnate a questa gente senza un’anima! Uomini macchine con macchine al posto del cervello e del cuore. Ma voi non siete macchine! Voi non siete bestie! Siete uomini! Voi portate l’amore dell’umanità nel cuore. Voi non odiate. Coloro che odiano sono solo quelli che non hanno l’amore altrui. Soldati, non difendete la schiavitù, ma la libertà! Ricordate che nel Vangelo di Luca è scritto: «Il Regno di Dio è nel cuore dell’Uomo». Non di un solo uomo, ma nel cuore di tutti gli uomini. Voi, il popolo, avete la forza di creare le macchine, il progresso e la felicità. Voi, il popolo, avete la forza di fare si che la vita sia bella e libera. Voi che potete fare di questa vita una splendida avventura. Soldati, in nome della democrazia, uniamo queste forze. Uniamoci tutti! Combattiamo tutti per un mondo nuovo, che dia a tutti un lavoro, ai giovani la speranza, ai vecchi la serenità ed alle donne la sicurezza. Promettendovi queste cose degli uomini sono andati al potere. Mentivano! Non hanno mantenuto quelle promesse e mai lo faranno. E non ne daranno conto a nessuno. Forse i dittatori sono liberi perché rendono schiavo il popolo. Combattiamo per mantenere quelle promesse. Per abbattere i confini e le barriere. Combattiamo per eliminare l’avidità e l’odio. Un mondo ragionevole in cui la scienza ed il progresso diano a tutti gli uomini il benessere. Soldati! Nel nome della democrazia siate tutti uniti!»

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Associazione senza scopo di Lucro, che opera per il riconoscimento della cultura e tradizione del popolo SINTO E ROM iniziative interculturali volte a favorire l'integrazione, Partecipazione promuovere e diffondere la cultura, sociale del lavoro, in difesa dei diritti umani e ivili. Per sostegno del diritto all’istruzioni e alla formazione valorizzazione del popolo "SINTO E ROM".