
Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano saluta gli ex internati e deportati insigniti della medaglia d'oro
Momenti di commozione per il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel corso della cerimonia per il 'Giorno della memoria' al Quirinale. Il Capo dello Stato nel suo intervento davanti alla platea di studenti ricorda il viaggio fatto ad Auschwitz in rappresentanza del Parlamento italiano, vent'anni fa, insieme a Giovanni Spadolini: si interrompe per un secondo di silenzio che tradisce la sua commozione. Il Capo dello Stato prosegue. Ma la sua voce tradisce ancora una forte emozione quando ricorda "le vittime di quella tragedia: oltre agli oppositori politici, gli omosessuali, i disabili fisici e mentali, le popolazioni rom e sinti". Nel suo intervento Napolitano ha citato anche la Germania. “Il cancelliere tedesco signora Merkel con una frase molto forte ha detto che 'se non avessimo l'Europa, forse anche la nostra generazione si farebbe la guerra. Sì ed ecco perché occorre essere vigilanti e fermi contro ogni ricaduta nel nazionalismo, nella ricerca del nemico, nel rifiuto del diverso". Il capo dello Stato ha citato "l'articolo 2 del trattato sull'Unione Europea", sottolineando il valori del rispetto della dignità umana e dei diritti umani: "L'Europa è questo - spiega - non dimentichiamocene solo perché la nostra attenzione è oggi spasmodicamente concentrata sulla gravi crisi finanziaria ed economica che è in atto da tre anni, sulla emergenza che ha investito l'eurozona, sulle quotazioni, giorno per giorno, dei titoli del debito pubblico".
I giorni della vergogna e del dolore sono stati ricordati anche dal presidente del consiglio Mario Monti. “Oggi più che mai la storia e la sua memoria chiedono l'impegno ed il coraggio di tutti ad ogni livello" ha sottolineato il premier. "L'Italia e l'Europa stanno vivendo un periodo delicato: crisi economica, ma soprattutto rischio di crisi di valori. In questo contesto, più che mai, occorre vigilare perché rigurgiti di antisemitismo, xenofobia, intolleranza non intacchino i nostri valori fondanti, vanificando lo sforzo che insieme stiamo compiendo per consolidare la convivenza civile".
"Durante l'anno appena trascorso - si legge nel messaggio del presidente Monti - l'Italia ha rinnovato la memoria della sua nascita come Stato unitario e nel corso delle celebrazioni è stato dato un giusto e grato rilievo al contributo apportato dalla comunità ebraica e da tanti illustri italiani ad essa appartenenti". "Con il nuovo anno - prosegue il premier - ci apprestiamo a celebrare, ancora una volta, il Giorno della Memoria, triste e consolidata ricorrenza del 27 gennaio, che vede la comunità ebraica dolorosamente protagonista nel ricordo della disumana criminalità nazista che ha generato la tragedia della Shoah"."Così come il 150esimo anniversario dell'Unità d'Italia - dice ancora il messaggio - secondo le parole del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, è stato occasione di un compiuto esame di coscienza collettivo e momento per interrogarsi sul valore della convivenza e sulle istituzioni, non di meno la Memoria cui ci richiama il 27 gennaio dà l'occasione per ancor più ampie riflessioni, dischiudendo l'orizzonte europeo. Sull'argomento sono intervenuti anche Fini, Vendola, Cesa e il Vaticano."C'é qualcosa più brutto del filo spinato e del lager: è l'oblio, il dimenticare ciò che è stato. Bisogna fare tutto ciò che è possibile per impedire che tutto si riproduca e che tornino i veleni del passato" ha detto il leader di Sinistra Ecologia Libertà, Nichi Vendola, ricordando su twitter, il giorno della memoria. "La Shoah è stata una pagina dolorosa anche per noi italiani, che negli anni Trenta con le leggi razziali ci rendemmo complici, e questa sarà una macchia indelebile per il nostro Paese" ha spiegato a Potenza il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, durante una cerimonia per la "Giornata della Memoria". "E' giusto insegnare ai giovani - ha aggiunto - i livelli di infamia e di abominio a cui può giungere un essere umano. Oggi il dovere delle istituzioni é di fare in modo che non si perda la memoria"."67 anni fa, il 27 gennaio 1945, aveva fine l'infamia di Auschwitz. Il giorno della Memoria è stato istituito in questa data, legata al luogo simbolicamente più terribile della tragedia immane dell'Olocausto. Non possiamo e non dobbiamo dimenticare. Se vi sono stati uomini capaci di arrivare a tanta assurda atrocità, nessuno ci assicura che non potremo in futuro arrivarci ancora, e la Memoria dolorosa diventa monito per l'oggi e per ogni tempo" ha affermato padre Federico Lombardi nell'editoriale di Octava Dies, il settimanale del Centro televisivo vaticano.
Per la prima volta in un paese musulmano, il monumentale documentario "Shoah" del francese Claude Lanzmann è stato trasmesso dalla tv pubblica turca. Lo confermano siti turchi riferendo che una prima parte del lungo film sullo sterminio degli ebrei da parte dei nazisti durante la seconda guerra mondiale è andato in onda su uno dei 14 canali della rete Trt, quello dedicato ai documentari. La trasmissione, preannunciata da fonti ufficiose due giorni fa senza molto clamore in Turchia, è avvenuta dunque come previsto alla vigilia della Giornata della memoria del genocidio ebraico. Promotore dell'iniziativa è il "progetto Aladino", un'associazione che si adopera per la comprensione interculturale soprattutto fra ebrei e musulmani.27 gennaio 2012
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